Disturbi alimentari nel ciclo della vita - Amelia Frasca Psicologa Psicoterapeuta Catania

Disturbi alimentari nel ciclo della vita


Il rapporto di ciascun individuo con il cibo è degno di essere esplorato in maniera approfondita, soprattutto quando si riscontra una psicopatologia specifica. Siffatto rapporto è infatti una fonte di informazioni estremamente preziosa sullo stile affettivo del soggetto. Le disarmonie nell’area alimentare possono presentarsi in tutte le fasi del ciclo di vita, assumono forme diverse e meritano trattamenti complessi (eventuale e frequente collaborazione tra lo psicoterapeuta e altri specialisti).

Ci si riferisce a trattamenti capaci di:

  • dare un significato psichico approfondito, anche inconscio, al problema manifesto;
  • non trascurare le condizioni mediche (del soma) in cui il paziente si trova.

A seconda dell’età (0-3 anni, 4-10 anni, 11-14 anni, 15-18 anni, Maggiorenni), delle caratteristiche del Disturbo Alimentare (esistono vari quadri sintomatici), delle persone coinvolte (per esempio, i genitori dell’utente, se si tratta di un bambino o di un adolescente), della storia clinica (per esempio, il tempo intercorso tra l’insorgenza del Disturbo e la richiesta di aiuto), vengono messi a punto specifici percorsi di cura.

Difficoltà Alimentari più frequenti:

In termini generali e frequentemente, è possibile individuare condizioni cliniche caratterizzate da:

  • eccessiva selettività del cibo e/o restrizioni alimentari (meglio noti come “Altri Disturbi Alimentari NAS” e “Anoressia Nervosa”);
  • alimentazione incontrollata (Abbuffate), con o senza pratiche di svuotamento (meglio conosciute, rispettivamente, come Bulimia Nervosa e Disturbo da Alimentazione Incontrollata);
  • Disturbi della Nutrizione nel caso dei bambini.

0 – 3 anni

Sin dai suoi primi anni di vita, un bambino può presentare una “difficoltà di accrescimento”.

L’accrescimento si definisce scarso quando la crescita del bambino (in altezza, in peso o in entrambi questi parametri) è inferiore al 3°- 5° centile delle mappe di crescita. Sia quando il bambino non guadagna abbastanza peso sin dalla nascita, sia quando si assiste a un rallentamento o a un arresto della crescita, è opportuno chiedere aiuto specialistico.

Grazie alla valutazione interdisciplinare del Medico Pediatra e dello Psicoterapeuta si riesce a stabilire se le cause della suddetta difficoltà siano di natura organica o da rintracciare nella qualità degli scambi precoci tra l’infante e il suo caregiver (ovvero, colui che lo accudisce, generalmente un genitore). Talvolta, l’accrescimento è compromesso da molteplici fattori: cause organiche, l’esperienza affettiva del bambino, la sua storia di sviluppo (basti pensare, per esempio, ai piccoli che sono stati ospedalizzati per vari motivi).

In tutti i casi in cui il bambino non cresce abbastanza, a prescindere dalla presenza o meno di cause organiche, è importante valutare e potenziare il sistema di caregiving durante il pasto.

In quest’ottica, la cura delle difficoltà di accrescimento tra 0 e 3 anni (1° infanzia):

  • si propone di comprendere e modificare le dissintonie al momento del pasto tra le caratteristiche del bambino e le risposte del caregiver;
  • punta alla rinutrizione dell’infante;
  • considera che la relazione tra il bambino ed il suo caregiver durante il pasto rappresenta ed è simbolica degli scambi quotidiani all’interno della coppia presa in esame (caregiver-bambino), scambi che influenzano in maniera complessa, assieme ad altri fattori, lo sviluppo sano o disarmonico del bambino.

4 – 10 anni

In questa fase dello sviluppo (2° infanzia), il bambino può aver bisogno di superare eventuali comportamenti alimentari disfunzionali, maturati in precedenti fasi della sua crescita o di recente comparsa.

Esempi di comportamenti alimentari disfunzionali sono:

  • eccessiva selettività nell’assunzione di alcuni cibi;
  • fobie per alimenti specifici (per esempio, a causa del loro colore e/o della loro consistenza);
  • rifiuto alimentare generale;
  • difficoltà ad affrontare il pasto con autonomia crescente (con la possibilità di accedere a spazi sociali altri rispetto a quello strettamente familiare);
  • eccessiva e/o disorganizzata assunzione di cibo.

Le cause dei suddetti comportamenti alimentari disfunzionali possono essere molte e sovrapporsi tra loro, ma in ogni caso è fondamentale esplorare la condizione emotiva che il bambino vive durante il pasto e/o la sua preparazione (se coinvolto dal caregiver) e più in generale il suo rapporto con il cibo.

Pre Adolescenza e Adolescenza

È possibile che durante la Pre Adolescenza (11-14 anni) o durante l’Adolescenza vera e propria (15-18 anni), il giovane di ambo i sessi (più di frequente le femmine) presenti:

  • alimentazione selettiva finalizzata al controllo del peso;
  • controllo e restrizione nell’assunzione di calorie, sino al rifiuto del cibo (meglio conosciuta come Anoressia Nervosa);
  • alimentazione incontrollata (Abbuffate), con o senza pratiche di svuotamento (meglio conosciute, rispettivamente, come Bulimia Nervosa e Disturbo da Alimentazione Incontrollata).

Inoltre, lo stesso soggetto può transitare, nel corso del tempo, lungo più forme del Disturbo dell’Alimentazione. Le cause profonde dei suddetti comportamenti disfunzionali nella relazione con il cibo sono di natura psicologica e necessitano interventi di Psicoterapia volti a comprendere il rapporto del soggetto con il CORPO e con il CIBO, per rendere tale rapporto sostenibile ed armonico.

Giovani Adulti e Adulti

I disordini alimentari con i quali ci si può confrontare in queste fasi della vita:

  • derivano da molte cause;
  • portano a complicanze biologiche (mediche) e psicologiche (intrapsichiche e socio-relazionali);
  • presentano come comune denominatore l’ossessione per il peso e le forme del corpo.

La persona può ammalarsi di un Disturbo Alimentare in continuità con difficoltà simili in precedenti fasi di sviluppo, oppure no, ma in tutti i casi occorre sostenere, esplorare, curare le sue vulnerabilità emotive. Come in fasi precedenti del ciclo di vita, il Disturbo alimentare può prendere diverse forme:

  • alimentazione selettiva finalizzata al controllo del peso;
  • controllo e restrizione nell’assunzione di calorie, sino al rifiuto del cibo (meglio conosciuta come Anoressia Nervosa);
  • alimentazione incontrollata (Abbuffate), con o senza pratiche di svuotamento (meglio conosciute, rispettivamente, come Bulimia Nervosa e Disturbo da Alimentazione Incontrollata).

Le cause profonde dei suddetti comportamenti disfunzionali nella relazione con il cibo sono di natura psicologica e necessitano interventi di Psicoterapia volti a comprendere il rapporto del soggetto con il corpo e con il cibo, per rendere tale rapporto sostenibile ed armonico.