Disturbi dell’Alimentazione: Anoressia – Bulimia

Disturbi dell’Alimentazione: Anoressia – Bulimia


Le tessere del mosaico (I Parte).

 La diffusione e le “forme” del Disturbo

Come la composizione di un mosaico necessita di metterne insieme le tessere, così la comprensione dei Disturbi dell’Alimentazione (DA) richiede di coglierne i diversi aspetti, per giungere ad una visione d’insieme sufficientemente esaustiva.
Si procederà pertanto, in questo articolo e in quelli che seguiranno, ad osservare, in termini generali, alcune importanti caratteristiche di questo diffusissimo, variegato e complesso insieme di pensieri e pratiche che ruotano intorno al cibo, al peso e alle forme del corpo, intrappolando la persona che ne soffre.

La diffusione del problema

I dati epidemiologici più recenti (DSM-5, American Psychiatric Association 2013) indicano che:

  • l’1% circa della popolazione presenta i sintomi dell’Anoressia Nervosa, con un’età media di insorgenza di 17 anni (la distribuzione in questo caso è bimodale con due picchi, a 14 e a 18 anni) ed una prevalenza del disturbo nelle femmine (con un rapporto femmine/maschi pari a 10/1);
  • l’1/1,5% circa della popolazione presenta i sintomi della Bulimia Nervosa, con un picco nella tarda adolescenza e nella prima età adulta. Anche in questo caso, il tasso di presentazione nel sesso maschile è di circa un decimo rispetto a quello nel sesso femminile.

Ai suddetti dati epidemiologici, occorre aggiungere:

  • tutti i casi che attengono certamente ai Disturbi nell’area alimentare, ma che per le loro caratteristiche vengono diagnosticati diversamente dalle maggiormente note Anoressia Nervosa e Bulimia Nervosa (per esempio, si stima che che il Binge Eating riguardi l’1,6% circa della popolazione femminile e lo 0,8% circa di quella maschile);
  • moltissimi casi che non arrivano all’evidenza clinica (per esempio, la persona non si rivolge ad uno specialista per ricevere aiuto, oppure, la sintomatologia rimane a un livello sotto soglia difficile da intercettare e rilevare).

“Figure della fame” meno note

A seguire verranno segnalate alcune forme di Disturbo Alimentare meno note rispetto alle “tradizionali” Anoressia Nervosa e Bulimia Nervosa, ma comunque molto diffuse nella popolazione e significative per sintomatologia e valore simbolico:

  • Grignotage è il comportamento del soggetto che mangiucchia piccole quantità di cibo (prevalentemente dolci e grassi, ma non solo) durante buona parte della giornata, come se un sottostante problema d’ansia o di natura depressiva lo inducesse ad auto-consolarsi “impegnando” costantemente la zona orale;
  • Dieta Cronica, come dice l’espressione stessa, è il comportamento delle persone che sono eternamente a dieta, controllano continuamente ed in maniera esasperata il proprio peso (pensiero ossessivo) e la loro qualità di vita è fortemente vincolata dalle numerose pratiche dietetiche messe in atto (queste persone sono tanto numerose che risulta davvero difficile rilevarne la prevalenza nella popolazione generale);
  • di Ortoressia si parla quando il problema alimentare è espressione dell’ossessione per il mangiar sano, ovvero per le proprietà e la qualità del cibo. La persona con Ortoressia può far ruotare tutta la propria giornata intorno alla ricerca di cibi che considera salutari e alla preparazione dei pasti, convinto che la propria salute dipenda solo da ciò che mangia, con conseguenziali limitazioni di vita. Talvolta, tale approccio ossessivo e maniacale al cibo nasconde la fantasia inconscia dell’immortalità;
  • la Vigoressia (o Bigoressia che dir si voglia) affligge le persone che risultano ossessionate dal controllo (e dal potenziamento) di massa muscolare e massa grassa, si allenano continuamente e seguono sino all’eccesso una dieta ipocalorica e iperproteica finalizzata alla tenuta atletica del loro corpo. Spesso, alla base del disturbo in oggetto c’è una vera e propria forma di dismorfofobia-distorsione dell’immagine corporea.